Aggiornato al 5 ottobre 2026.
Dopo aver conquistato il mercato cinese con SU7 e YU7, Xiaomi Auto ha confermato ufficialmente che le sue auto arriveranno in Europa nel 2027. La notizia più interessante, però, non è la data: è il metodo. Invece di copiare il modello Tesla (vendita online, negozi di proprietà, nessuna rete di concessionari), Xiaomi ha scelto di appoggiarsi fin dall’inizio ai grandi gruppi dell’automotive tedesco.


La cronologia: come ci siamo arrivati
- 2025: Xiaomi apre a Monaco di Baviera un centro di ricerca e sviluppo europeo, la base tecnica del progetto.
- Maggio 2026: il presidente William Lu indica l’avvio dell’espansione internazionale tra il terzo e il quarto trimestre del 2027 (dato riportato da testate di settore, non da un comunicato che abbiamo verificato direttamente).
- 26 agosto 2026: va online il sito internazionale di Xiaomi Auto, con il banner che annuncia l’arrivo in Europa nel 2027 e una sezione per le richieste di partnership di concessionari e distributori.
- 3 settembre 2026: all’IFA di Berlino Xiaomi conferma il lancio 2027 (Germania inclusa) e firma gli accordi con otto gruppi di concessionari tedeschi.
I partner tedeschi: nomi e natura degli accordi
Gli otto gruppi che hanno firmato con Xiaomi a Berlino sono:
| # | Gruppo |
|---|---|
| 1 | Ernst Dello |
| 2 | Autohaus Dinnebier |
| 3 | Emil Frey Germany |
| 4 | Fett & Wirtz Automobile |
| 5 | Hahn Automobile |
| 6 | LUEG Mobility |
| 7 | Penske-Jacobs Innovation |
| 8 | SPT Avior |
Tra questi, Emil Frey è uno dei maggiori gruppi di distribuzione automobilistica d’Europa , mentre LUEG Mobility è indicato come uno dei primi concessionari Mercedes-Benz autorizzati in Germania.
Un dettaglio importante: non si tratta ancora di contratti di vendita definitivi, ma di memorandum of understanding (MoU), cioè intese preliminari che, secondo quanto riportato, non sono vincolanti. Non sono noti numero di sedi, territori assegnati o condizioni commerciali. Xiaomi ha dichiarato di voler aggiungere altri partner in Germania e negli altri Paesi europei man mano che il 2027 si avvicina.
Perché non il modello Tesla
La scelta è costosa ma rapida: affidarsi a gruppi già radicati significa avere subito una rete di vendita e di assistenza, evitando gli anni che un marchio nuovo impiegherebbe per costruirla da solo. Per un brand che in Europa nessuno conosce come costruttore di auto, poi, poter toccare la vettura in concessionaria e trovare un’officina sotto casa pesa quanto la scheda tecnica.
Il responsabile del business internazionale, Yu Liguo, ha parlato di un impegno di lungo periodo in Europa, con le partnership locali al centro della strategia.
Quali modelli arriveranno
Xiaomi non ha ancora confermato la gamma europea, né i prezzi, né un calendario di consegne più preciso del generico “2027”. I candidati più ovvi sono la berlina SU7 e il SUV YU7, e successivamente SkyNomad.
Posizionamento: premium o no?
La scelta dei partner fa pensare a un posizionamento medio-alto, ma per ora è soltanto un indizio.
Cosa va nella direzione premium
- Nel comunicato diffuso all’IFA, Xiaomi motiva la scelta con l’esperienza dei gruppi nella vendita e nell’assistenza di marchi automobilistici premium.
- Alcuni partner hanno un profilo alto: LUEG Mobility è indicato come uno dei primi concessionari Mercedes-Benz autorizzati in Germania.
- Anche la comunicazione va in quella direzione: a Berlino Xiaomi ha esposto SU7 e SU7 Ultra, il sito internazionale ospita la concept Vision Gran Turismo e l’azienda ha investito nei test al Nürburgring.
Cosa invita alla prudenza
- I grandi gruppi tedeschi sono in genere multimarca e gestiscono anche marchi generalisti: firmare con loro dice soprattutto che Xiaomi vuole una rete capillare e un’assistenza affidabile, non necessariamente un listino alto.
- Gli accordi sono intese preliminari, senza sedi né territori definiti: non sappiamo se ci saranno showroom dedicati o spazi dentro concessionarie esistenti.
- Il posizionamento lo decideranno i prezzi, che non sono stati comunicati. Senza una fabbrica europea, dazi e omologazione faranno salire i prezzi rispetto alla Cina in ogni caso, indipendentemente dalla rete di vendita. Le stime in circolazione variano molto (si va da circa 35.000-40.000 euro per una SU7 di base a cifre ben più alte per la Ultra) e restano ipotesi di terzi.
- La rete dei concessionari non dice nulla sulla gamma: una SU7 dal prezzo accessibile e una Ultra da fascia altissima possono convivere nello stesso showroom.
In sintesi: i partner scelti sono coerenti con l’ambizione di presentarsi come marchio di qualità e non come low cost, ma solo listino, gamma e struttura dei punti vendita permetteranno di capire se Xiaomi punta davvero al segmento premium.
Dazi, prezzi e omologazione: le sfide vere
- Nessuna fabbrica europea annunciata: le auto del 2027 saranno importate dalla Cina, con i dazi UE sulle elettriche cinesi che si sommano al dazio ordinario del 10%. Una stima riportata dalla stampa indica per Xiaomi un dazio compensativo del 35,3%, pari a circa il 45,3% in totale, ma va trattata come stima: Xiaomi non ha partecipato all’indagine europea del 2023 e il suo trattamento definitivo non è stato confermato ufficialmente. Xiaomi avrebbe lasciato intendere che una produzione locale è un’ipotesi per la fase successiva al lancio.
- Prezzi più alti che in Cina: la SU7 2026 parte da 229.900 yuan sul mercato cinese, al cambio attuale circa 30.000 euro.
In Europa il prezzo sarà inevitabilmente superiore tra trasporto, omologazione, IVA e dazi, possiamo quindi ipotizzare circa 40.000 euro.
A titolo di esempio in Cina Tesla 3 parte da circa 235.000 yuan che diventano 38.000 euro in Europa. - Omologazione: per i costruttori extra-UE il regolamento (UE) 2018/858 richiede un rappresentante stabilito nell’Unione che agisca davanti all’autorità di omologazione. Xiaomi parla di “veicolo pensato per l’Europa”, non di semplice import, e il centro di Monaco ha tra i suoi compiti proprio la preparazione all’ingresso nel mercato UE.
Le macchine dovranno anche essere adeguate a tutte le norme di Cybersecurity e di riservatezza della Privacy con conseguente adeguamento dei software di bordo. - Trattative UE-Cina sui dazi: Bruxelles e Pechino hanno discusso la sostituzione dei dazi con un prezzo minimo di importazione, meccanismo che a metà 2026 non era ancora in vigore.
E l’Italia?
Per ora nessun annuncio ufficiale confermato per il nostro Paese. Una testata che ha seguito l’IFA riporta che Germania sarebbe il primo mercato, i Paesi a guida a destra (Regno Unito incluso) nel 2028, e Francia e Italia in seguito, senza data. Trattandosi di una sola fonte, e non di un comunicato Xiaomi, va letto come indicazione e non come certezza.
Possiamo quindi pensare a uno sbarco ufficiale in Italia a fine 2027 o inizio 2028.
Cosa ancora non sappiamo
- I modelli del lancio europeo e le motorizzazioni (compresa l’eventuale versione a range extender).
- I prezzi e il periodo esatto del 2027.
- Quanti punti vendita avrà ciascun gruppo e in quali città.
- Se gli MoU diventeranno contratti definitivi con tutti e otto i partner.
- L’elenco degli altri Paesi europei e le relative date.
Fonti
- CnEVPost, Xiaomi Auto signs first German dealers (3 settembre 2026)
- Electrek, Xiaomi confirms 2027 Europe EV launch with 8 German dealer groups
- Paultan, Xiaomi Auto to enter Europe in 2027
- Lowyat.NET, Xiaomi Auto to expand into Europe in 2027
- Carscoops, Xiaomi conquered China in two years, now it’s coming for Europe
- Autonext, Xiaomi signs eight German dealer groups for 2027
- Tech Times, Xiaomi signs eight German dealers (stima dazi)
- Pasquale Pillitteri, Xiaomi confirms 2027 Europe launch (calendario Paesi)
- Yahoo Autos, Xiaomi’s European launch plan: what its new global site reveals and hides
- Tarantas News, Xiaomi Auto just opened the door to Europe